Oggi a Genova 

Luca Bizzarri in piazza Leopardi parafrasa Bakunin: «Contestatori, niente caos. Ridete di Vannacci»

Il comico genovese pubblica un video dal luogo del comizio di Futuro Nazionale e sceglie l’ironia, con implicita citazione dotta. Transenne, locali costretti a chiudere e un invito netto alla contromanifestazione: «Non fate casino, lasciategli soltanto il rumore delle sue parole»

Piazza Leopardi transennata, l’attesa per il comizio di Roberto Vannacci, i locali che guardano alla serata con comprensibile inquietudine e, sullo sfondo, il rischio che la politica venga ancora una volta misurata non sulle idee, ma sul numero di barriere metalliche necessarie per contenerne gli effetti collaterali.

A trasformare la vigilia dell’appuntamento in un piccolo monologo satirico è Luca Bizzarri, attore, comico e conduttore televisivo, che ha pubblicato un video direttamente dalla piazza di Albaro dove è atteso il leader di Futuro Nazionale.

«Tra poco qui in piazza Leopardi arriva l’ex generale Vannacci», esordisce Bizzarri, mostrando le transenne già sistemate nell’area. Poi arriva la battuta: «Si sente già odore di testosterone, perché arrivano anche i suoi arditi. E poi arriveranno anche quelli a far casino».

Il bersaglio dell’ironia, però, non è soltanto il comizio. Luca Bizzarri insiste soprattutto sulle conseguenze concrete per il quartiere, dove alcuni ristoranti e locali dovranno chiudere durante la manifestazione e la contromanifestazione annunciata dalla galassia antagonista.

Il cortocircuito politico, visto dalla piazza, è piuttosto semplice: un appuntamento pensato per mostrare forza finisce per produrre strade presidiate, serrande abbassate e cittadini costretti a riorganizzare la propria giornata. Non esattamente l’immagine di una città riconquistata alla normalità, quanto piuttosto quella di un quartiere che per alcune ore deve adattarsi alla messinscena muscolare della politica.

«Questo è il primo risultato della politica di Roberto Vannacci», osserva il comico, collegando la presenza del leader di Futuro Nazionale all’arrivo di gruppi contrapposti pronti a trasformare la piazza in un terreno di confronto.

È qui che il video cambia tono e diventa un appello rivolto ai contestatori attesi ad Albaro. Bizzarri non chiede di tacere, né di rinunciare alla protesta, ma suggerisce di scegliere un’arma meno rumorosa e molto più difficile da sequestrare: la comicità, il sarcasmo.

«Non fate casino, ridete di lui», dice. Un invito che ribalta il copione abituale della contrapposizione. Niente urla da una parte e dall’altra, niente immagini di tensione da rilanciare sui social, niente possibilità di trasformare il comizio in una prova di forza.

La tesi satirica è chiara: la retorica muscolare vive di nemici, cordoni, transenne e pubblico ostile. Privarla dello scontro significa lasciarla sola con le proprie parole. Ed è proprio lì, nel silenzio che segue gli slogan, che ogni dichiarazione può essere valutata per ciò che realmente contiene.

In sostanza, Bizzarri parafrasa Michail Bakunin. “Una risata vi seppellirà” è il celebre motto anarchico, spesso attribuito al filosofo e rivoluzionario russo, considerato uno dei fondatori dell’anarchismo moderno, che esprime la forza sovversiva dell’ironia. Usato per svelare l’assurdità del potere e ridicolizzare l’autorità, è diventato poi uno slogan iconico del Movimento del ’77 in Italia.

Il linguaggio dovrebbe essere familiare e pienamente comprensibile ai contromanifestanti. Il movimento del ’77 è stato un’ondata di contestazione giovanile e operaia extraparlamentare che ha rifiutato i partiti tradizionali della sinistra e le istituzioni, unendo spinte creative e ironia a derive di scontro violento e lotta armata.

Il punto fissato da Bizzarri, al fondo, è meno comico di quanto sembri. Quando un appuntamento politico richiede un quartiere blindato e attività costrette a chiudere, la domanda non è soltanto chi abbia diritto a parlare. La domanda è anche chi paghi il prezzo pratico di quella giornata. E, come spesso accade, il conto rischia di arrivare ai residenti, ai lavoratori e ai commercianti che con il comizio e con la protesta non hanno nulla a che fare.


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